Il riso rosso fermentato: un alleato contro il colesterolo alto

Il riso rosso fermentato: un alleato contro il colesterolo alto

18 Gen , 2017,
admin

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Oggi giorno l’ipercolesterolemia è uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e il riso rosso fermentato è uno degli integratori più utilizzati per il controllo del colesterolo alto, ma cos’è esattamente?
Si tratta di comune riso da tavola (Oryza sativa) che viene fermentato grazie all’ausilio di vari ceppi di lievito Monascus purpureus, dal quale dipende anche la caratteristica colorazione rossa.
Già nell’800 a.c., questo particolare alimento, è stato introdotto in Cina e, nel quattordicesimo secolo, è stato riconosciuto ufficialmente dalla farmacopea cinese come alimento benefico per la salute umana.
Durante i processi enzimatici della fermentazione si formano alcune molecole biologicamente attive, le monacoline, responsabili degli effetti positivi di questo alimento, in particolare la monacolina K, che risulta chimicamente affine alla lovastatina, farmaco utilizzato per il trattamento dell’ipercolesterolemia.
Il meccanismo d’azione di queste sostanze nell’organismo, infatti, è il medesimo, ossia svolgono un’inibizione selettiva sull’enzima HMG-CoA reduttasi, responsabile della produzione endogena di colesterolo. Di conseguenza abbiamo una ridotta produzione di substrato intermedio (il mevalonato) e una minore quantità di prodotto finale.
Al fine di valutare l’effettiva efficacia di questo prodotto nel migliorare i livelli di colesterolo, sono stati effettuati diversi studi. Uno di questi è stato condotto in Cina ed ha evidenziato, dopo 8 settimane di trattamento su 324 soggetti dislipidemici, una riduzione del 23% del colesterolo totale, del 31% delle LDL e del 34% dei trigliceridi, allo stesso tempo si è avuto un aumento del 20% dei livelli di HDL (1). Nel 1999 un ulteriore studio effettuato su 88 soggetti con ipercolesterolemia trattati con Monacolina K, ha evidenziato, nel lasso di tempo compreso dalle 8 alle 12 settimane, una significativa riduzione delle concentrazioni ematiche di LDL, rispetto ad un secondo gruppo di pazienti trattato con placebo (2).
Ulteriori studi hanno dimostrato i medesimi effetti in seguito a trattamenti analoghi (3).
L’organo europeo che vigila sulla sicurezza in campo alimentare, l’EFSA (European Food Safety Authority), nel 2011 sì è ufficialmente pronunciato riconoscendo l’efficacia degli effetti attribuiti al riso rosso fermentato (4). Il quantitativo giornaliero ideale di Monacolina K, utile per il controllo della concentrazione ematica di colesterolo LDL, secondo gli esperti, è pari a 10mg.

Semaforo verde quindi, all’utilizzo di questo integratore al fine di migliorare il proprio profilo lipidico in caso di ipercolesterolemia, ma attenzione al fai da te!

La monacolina, come abbiamo detto, risulta affine alle sostanze contenute nei farmaci ipocolesterolemizzanti, le statine. Come queste, presenta gli stessi rischi nello sviluppo di effetti collaterali, che interessano principalmente il sistema muscolare quali miopatie, ovvero dolore e fastidi o, nei caso più gravi, rabdomiolisi, rottura delle cellule muscolari.
È importante sottolineare che è opportuno consultare sempre il proprio medico di base prima di utilizzare qualsiasi prodotto, che sia un farmaco o un “semplice” integratore, che presenta effetti farmacologici sul nostro organismo.
Un concetto assolutamente errato è quello di pensare che gli integratori o i prodotti denominati naturali, siano privi di possibili effetti collaterali proprio perché naturali. Basti pensare che molti principi attivi dei farmaci derivano proprio da sostanze naturali (la morfina derivata dall’oppio è un ottimo esempio).
Non auto-prescriviamoci, quindi, trattamenti di qualsiasi genere senza consultare il medico di fiducia.
Per il trattamento, e soprattutto la prevenzione, dell’ipercolesterolemia, non dobbiamo dimenticare la fondamentale importanza di una dieta bilanciata e rispettosa delle linee guida della dieta mediterranea, fondamentale per il ripristino e il mantenimento di un buon profilo lipidico.
In quest’ottica, le buone abitudini nutrizionali sono le seguenti:
. prediligere il consumo di carni magre (pollo, tacchino, vitello…);
. limitare il consumo di alimenti e farmi ricchi di colesterolo e grassi saturi (carne rossa, salumi, grassi animali, formaggi grassi…);
. aumentare la quota di fibra nella dieta con verdura, frutta, legumi, cereali integrali, derivati della soia;
. aumentare il consumo di pesce e frutta a guscio per incrementare l’apporto di acidi grassi “buoni”;
. prediligere gli oli di origine vegetale (olio extravergine di oliva), rispetto ai grassi di origine animale (burro, panna, strutto..);
. limitare il consumo di cibi grassi e fritti;
. limitare l’introito di cibi e bevande ricchi di zuccheri;
. limitare le bevande alcoliche

Immancabile pedina nella lotta al colesterolo alto è l’esercizio fisico, infatti una regolare attività aerobica, praticata almeno 3 volte a settimana per circa un’ora, aumenta i livelli di “colesterolo buono” HDL, riducendo così il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.
Fonti:
http://www.inpha2000.it/wp-content/uploads/Risorosso.pdf
https://www.efsa.europa.eu/it
http://www.inran.it

Bibliografia:
⦁ J. Wang, Z Lu, J Chi et al “Multicenter clinical trial of the serum lipid-lowering effects of a Monascus purpureus (red yeast) rice preparation from traditional Chinese medicine”. 1997 Curr Ther Res 58:964-978
⦁ Heber D, Yip I, Ashley JM, Elashoff DA, Elashoff RM and Go VL, 1999. Cholesterol-lowering effects of a proprietary Chinese red-yeast-rice dietary supplement. American Journal of Clinical Nutrition, 69, 231-236.)
⦁ Lin CC, Li TC and Lai MM, 2005. Efficacy and safety of Monascus purpureus Went rice in subjects with hyperlipidemia. European Journal of Endocrinology, 153, 679-686
⦁ http://macrolibrarsi.s3.amazonaws.com/pdf/EFSA_Scientific_Opinion_Monacolin_K_from_red_yeast_rice.pdf